giovedì 15 dicembre 2011

ALBI ILLUSTRATI O LIBRI D'ARTISTA?

Leggendo le riflessioni di Barbara Ferrero su Atlantidezine in merito alla Fiera della Piccola e Media editoria appena conclusa a Roma mi sono sentita immediatamente coinvolta, perché è un tema di cui discutiamo dalle prime scoperte dell'universo degli albi illustrati. Pubblichiamo dunque alcuni estratti, occasione di riprendere in mano alcune tematiche di riflessione a noi care, e invitiamo professionisti e lettori a prendere parola in proposito.

La questione è: il confine tra un bell'albo illustrato per ragazzi e un raffinato albo attraente per genitori e appassionati di grafica d'arte e illustrazione ma poco indicato per i più piccoli. E poi: ci sono albi talmente ricchi di suggestioni, ispirazioni e storie da venir definiti veri e propri libri d'artista.

Barbara Ferrero, oltre a mostrare una manifesta stanchezza per la Fiera di Roma, stanchezza che per più di una ragione capisco, non condivide la diffusa "moda" di apprezzare a tal punto alcuni albi illustrati da definirli "libri non solo per bambini" e "libri d'arte". Commenta:
Si cita Orecchio acerbo, aggiungerei Topipittori. Ma non condivido la definizione molto in voga di “libri d’arte e non solo per bambini” che ho sentito davvero allo sfinimento. Non ho nessun dubbio sul valore delle produzioni editoriali in questione, io stessa su queste pagine mi sono più volte (sempre) ritrovata a cantarne le lodi e reputo quindi quei bellissimi albi/libri fatti ad arte, preziosi, curati ma puri libri per bambini, non per adulti, non libri d’arte nel senso settoriale della definizione. Libri per bambini che, grazie alle capacità autoriali, grazie alla ragionata cura editoriale, grazie alle eleganti risposte grafiche fanno sentire noi adulti invidiosi e desiderosi di trovare nell’immenso spazio del palazzo dei congressi un qualche stand capace di stimarci come lettori consapevoli e non come fruitori di prodotti che non lasciano alcun segno se non la triste sensazione che i libri in quanto tali si stiano svuotando del loro valore originario.
E conclude:
Sono libri per bambini perché sebbene illustrati da grandi artisti i bambini desiderano portarli a scuola al posto dell’orsetto preferito perché non stanno nella pelle all’idea di raccontare ai compagni di classe di cosa accadde il giorno in cui la mucca starnutì; sono libri per bambini perché rimarrete a bocca aperta mentre vostra figlia di tre anni “leggerà” la storia di Piccolo Blu e Piccolo Giallo senza saltare una parola e accompagnando la storia coi gesti, sono libri per bambini perché senza preavviso, dopo qualche momento di sguardo concentrato e fermo vi dirà delle corna del cervo che si fanno foresta e albero. E sono certamente libri per bambini, e mi dispiace per noi adulti ancora desiderosi di nutrimento, giacché proprio per loro sono realizzati e pensati; proprio per loro, con intelligenza e cuore, diventano arte.
Cartastraccia ha visitato con entusiasmo il salone di Montreuil, in cui sette poli specifici differenziavano settori, fasce d'età, strumenti narrativi...tra questi il polo artistico a mio parere fa chiarezza su alcune questioni.
Abbiamo sfogliato libri artigianali stampati da matrici di linoleum, assemblato pezzi di libri "da comporre", aperto a ventaglio libri- museo (Au musée avec Carole Chaix), letto libricini provocatori, passato in rassegna fumetti dalla curatissima veste grafica per giovani adulti...

Il polo artistico, gestito dall'Association del libraires spécialisés jeunesse, presenta libri di diverse case editrici considerati “d'arte” sotto vari aspetti. Troviamo in questo polo testi di divulgazione sui musei, sulle correnti artistiche, sulle singole opere o monografie dei grandi artisti. Troviamo libri “fai da te”, ovvero quei libri che stimolano la creatività, proponendo laboratori e giochi artistici. Troviamo soprattutto veri e propri libri d'arte, come il grande pannello a fisarmonica illustrato da Carole Chaix,
Au musée avec Carole Chaix, edito da La Maison en carton, una casa editrice che seleziona attentamente illustratori, grafici e artisti di gran calibro e pubblica illustrazioni numerate e siglate dagli autori, “carnet” e appunto libri d'arte. Un gran numero di illustrazioni di questo polo sono infatti riprodotte con tecniche di stampa tradizionale, a partire da matrici calcografiche o xilografiche.
Vorrei soffermarmi su questo polo, perché a mio parere racchiude in maniera sensata una serie di libri che in Italia si fa fatica a categorizzare, ovvero quegli albi che per la loro cura editoriale e nella veste grafica si fa fatica a reputare meramente per bambini.
In questo polo erano presenti albi di gran qualità, con una particolare attenzione alla grafica, all'illustrazione e agli aspetti materiali del libro (per es. Mercredi,) che restano comunque degli ottimi libri per ragazzi. Addirittura ampio spazio era dedicato ai livres d'éveil, in Italia chiamati “primi libri”, ovvero quei libri dedicati alla fascia d'età prescolare che solitamente non seguono una storia ma si concentrano maggiormente sui colori, il formato, le sensazioni tattili che trasmettono. Un esempio classico sono in Italia i Prelibri di Bruno Munari.

A differenza della Fiera di Roma, siamo rimaste piacevolmente colpite dalla specificità di ogni "settore" editoriale. Ogni casa editrice, per esempio, si cura di rendere manifesto e esplicita la linea di colana, la fascia d'età di riferimento, l'ambito di interessi. Il tutto avviene in maniera molto ricca, si pensi alla casa editrice Actes sud Junior che ha non una, ma una decina di collane specifiche dedicate espressamente ai giovani adulti (romanzi, racconti, una collana sullo sport,
una sui miti e le religioni...).

A nostro parere c'è bisogno di più chiarezza: nel mondo dell'editoria per ragazzi, nelle biblioteche, nelle librerie, nelle scuole...

Ci sono alcuni libri che sono dei GENIALI albi illustrati. E' il caso di Piccolo blu piccolo giallo ovviamente, come lo è di un libro che in qualche modo dal primo deriva: il recente Mercredi di Anne Bertier in cui due forme, il quadrato e il cerchio, giocano fra loro, dando vita a forme inedite.

Ci sono preziose edizioni d'arte, numerate e siglate dagli autori, come quelle della casa editrice "La maison en carton", che però nessuno può negare che, nonostante la raffinatezza della veste editoriale, rimangano albi illustrati per i piccoli lettori. E' il caso della collana "la collection grandimage".
L'Association e altre case editrici presenti nel settore "B.D." ovvero fumetti, presentavano albi dai contenuti crudi, dalle immagini esplicite e accurate, vesti complesse...di alcuni di questi libri ci siamo innamorate!

Ci sono poi dei libri che lasciano chi è abituato a "giocare" con i libri (ovvero leggerli con i bambini nel modo in cui Barbara indica prima) piuttosto freddi: sono una serie di libri bellissimi, curatissimi, illustrati da grandi penne (o sgorbie...) che però non sono rivolti a un piccolo pubblico di lettori.
In questa categoria rientrano appunto i suddetti albi di Orecchio Acerbo e Topi pittori, e sono d'accordo per la prima casa editrice (e penso a "Hansel e Gretel" di Mattotti o "L'amore t'attende" di F. Negrin) e meno per la seconda. Leggo spesso i fantastici albi illustrati dalla Zoboli ai piccoli utenti delle biblioteche...e loro rimangono stregati dalla semplicità delle storie e dall'intreccio dei tratti e dei colori (e penso a "Due scimmie in cucina").

Recentemente Caterina, di ritorno dalla Fiera di Roma mi ha detto: "Bisogna finirla di storcere il naso di fronte a orecchio acerbo & co. e bisogna finalmente ammettere che nel panorama editoriale italiano si affaccino degli albi che per bambini non sono, ma per grandi e giovani adulti!".

Accogliamo dunque questa esortazione, e cerchiamo di diffondere questa sensibilità tra librai e bibliotecari. In alcune biblioteche infatti albi come "Radici" finiscono tra gli albi tradizionali, quando in effetti sarebbe meglio catalogarli tra i libri d'arte o ancora meglio, come mi proponeva sempre C., cominciare a pensare a uno scaffale specifico di albi illustrati e fumetti d'autore per giovani adulti...

Rispone Barbara Ferrero sempre da  Atlantidezine:
 
Questa mia riflessione ne ha ispirato altre: http://associazionecartastraccia.blogspot.com/2011/12/albi-illustrati-o-libri-dartista.html
Ho letto con interesse, volevo solo aggiungere che il fatto che io consideri gli albi di Orecchio acerbo o di Topipittori per bambini non toglie o esclude la possibilità che siano godibili anche per un pubblico più maturo. Ci sono poi fiabe crudeli e crude che per il loro essere tali non possono essere indorate e quando lo sono fanno ancora più paura. Si cita “Hansel e Gretel” di Mattotti, che avevo considerato qui http://www.atlantidezine.it/?p=1529, aggiungo “Il pifferaio magico di Hamelin” di Robert Browning edito da Topipittori (http://www.atlantidezine.it/?p=10976), potrei anche inserire nel contesto “lo strano animale del signor Racine” di Tomi Ungerer per citare almeno una fiaba contemporanea (http://www.atlantidezine.it/?p=17357). Ebbene le viltà, la crudeltà, le solitudini e gli abbandoni di cui queste fiabe sono pregne non possono essere rese con leggerezza. Sono gli Ur-autori che rimarrebbero scossi da una resa zuccherina (così come la strega paffuta e colorata di certi prodotti pop up da consumo usa e getta non è meno terrorizzante per un bambino: rimane una cannibale spietata, sia che sia resa meravigliosamente cupa, sia che sia violetto, brillante e morbidosa).
Alla base del discorso resta la necessità che il libro sia partecipato e letto assieme ai bimbi e ben venga, invece, che i ragazzi possano trovare anch’essi nutrimento in albi illustrati per bambini grazie alla profondità mai banale della grafica e dell’illustrazione. 

3 commenti:

  1. Sarebbe bello che oltre alla fascia di età e al target, ci venisse anche indicato cosa dobbiamo sentire davanti a certi libri, soprattutto quando nessuno, fin dalla più giovane età, ci ha mai insegnato a leggere autonomamente un'immagine.

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  2. è vero però che di bello delle immagini c'è che possono essere LETTE senza bisogno che nessuno ci indichi come...
    Noi operatori possiamo offrire dei riferimenti, ipotizzare delle fasce d'età e di lettori, però le appropriazioni di cui sono suscettibili tanti albi illustrati sono inaspettate e stravolgenti. E qualche volta piccoli lettori e ascoltatori che incontriamo alle letture ci indicano anzi vie inesplorate di senso, o si accorgono di un particolare che era passato inosservato sotto i nostri occhi.
    Insomma: aiutateci a "raccogliere" le impressioni dei bambini, se un albo è piaciuto o meno, cosa hanno provato di fronte a certe illustrazioni. Il nostro lavoro è spesso rubacchiare pensieri e indicazioni di questo tipo.

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