mercoledì 15 novembre 2017

Der Zauberlehrling - L'apprendista stregone, J.W. Goethe, con le illustrazioni di F. Negrin, Donzelli editore

Donzelli editore - in collaborazione con il Goethe-Institut - ci presenta un interessante e riuscitissimo progetto di illustrazione di un classico, L'apprendista stregone, con i disegni di un artista d'eccezione: Fabian Negrin.
Il titolo è da molti ricordato per il cortometraggio Disney, all'interno del film d'animazione Fantasia (1940), nel quale un Topolino in veste di apprendista ne combinava di tutti i colori, sulle note dell musica di Paul Dukas (1897). 
Ma le origini dell'Apprendista stregone risalgono a un secolo prima; il compositore francese Paul Dukas, infatti, ricavò la sua sinfonia da una ballata del 1797 scritta da Johann Wolfgang Goethe (il quale, a sua volta, rielaborava materiali narrativi molto più antichi e topoi letterari ampiamente diffusi nella variegata cultura del folklore tardo antico e medievale).  
C'è uno stregone che si assenta dal suo studio, lasciando da solo il giovane apprendista e raccomandandogli di fare le pulizie. Ma il giovane, finalmente libero dall'ingerenza del suo superiore, pensa bene di usare i trucchi del maestro per animare una scopa affinché svolga il compito al posto suo. Il caos sta per regnare sovrano: la scopa inizia a rovesciare acqua sul pavimento fino ad allagare la stanza, ma l'apprendista non sa più come fermarla, non conosce la parola magica (o l'ha scordata...) per porre fine al disastro. I danni sono in agguato, il giovane prova a spezzare la scopa, col risultato che adesso di scope che non rispondono più ai suoi comandi ce ne sono due!... Come farà a rimediare?  


L'apprendista stregone edito da Donzelli riporta il testo originale della ballata in lingua tedesca affiancando una traduzione in italiano (a firma di Simona Santarelli) che riesce nella faticosa impresa di restituire le rime e la musicalità della versione originale.  
Le innovative illustrazioni di Fabian Negrin arricchiscono e riempiono il testo con divertenti rimandi al contemporaneo. La prima cosa che pensa di fare il giovane apprendista illustrato da Negrin, che avrà all'incirca 10 anni, è mettere su un vinile (precisamente del gruppo "The Who") e, al ritmo del rock, impugnando la scopa a mo' di chitarra, inizia a svolgere il compito assegnatogli, con un piccolo trucchetto: comandare la scopa. 
È una lotta tra il bambino e la scopa, che passa dall'avere il capo chinato e l'atteggiamento sottomesso allo sguardo di una «creatura dell'inferno», sempre più grande, incattivita, inarrestabile. 
L'acqua è da tutte le parti e sembra quasi uscire dal libro, le cui illustrazioni occupano le grandi pagine "al vivo"; troviamo un apprendista stregone che tende la mano verso di noi in cerca di aiuto, sommerso dall'acqua, circondato dai più svariati oggetti che gli ruotano attorno: una moka, una sedia, una macchia e persino un topolino che nuota sorridente... 
Un'attenzione particolare merita lo Stregone che arriva a riportare l'ordine col suo tono severo, i suoi vestiti settecenteschi, il lungo bastone e un cappello che somiglia a un sommergibile. 
Se la ballata di Goethe poneva l'accento sulla morale, diventata poi una sorta di proverbio - meglio non iniziare qualcosa se non si conosce il risultato o non si dispone delle tecniche necessarie per governare le forze che si "chiamano in ballo" - le illustrazioni di Negrin si concentrano sul caos e quindi sull'indipendenza del giovane apprendista, finalmente libero di sperimentare da solo. 
È vero: a volte non si conosce l'esito, ma... vale la pena provare! Protagonista di questa versione è dunque l'esperienza dell'aver «svegliato forze che non si sanno più dominare»: la penultima doppia pagina dell'albo (che anticipa quella in cui è narrato il ritorno dello Stregone) è infatti completamente "riempita" dalla tinta verde scelta per dar consistenza visiva all'acqua, cioè all'elemento che, gradulamente, pagina dopo pagina, abbiamo visto occupare sempre più spazio nella narrazione (con una sola eccezione: l'illusorio/falso lieto fine in cui, per un frangente, torna il bianco a far da sfondo alla raffigurazione, rivelandosi però subito essere, voltata pagina, solo una breve boccata d'aria prima di venire sommersi del tutto!)
Ma, effetto della legge (o magia?) naturale che garantisce all'acqua la trasparenza e ai corpi la galleggiabilità, nonché felicissima scelta interpretativa dello "stregone"/illustratore Negrin, nel vorticare delle acque possiamo osservare un fluttuare di oggetti quotidiani e stravaganti, naturali e artificiali, di citazioni filmiche, di elementi legati all'immaginario streghesco e, in lontananza, anche il presagio del risolutivo ritorno dello Stregone, insieme evocato e temuto. Sta qui la magia dell'albo illustrato, della narrazione per immagini e della sua capacità di «dar vita» e nuova forma comunicativa a una storia scritta in poesia più di 200 anni fa. Nel vorticare dell'acqua e degli oggetti, di un altrove fiabesco e di un oggi indefinito ma "prossimo" alle nostre esperienze comuni, Negrin gioca a coinvolgere il lettore e ogni lettore: la mano tesa del protagonista che, con lo sguardo "in camera", rivolto cioè a chi legge, lascia a noi, al qui e ora della nostra lettura, la libertà di scegliere se dalle acque di una libertà "rubata" con entuasiasmo, o impazienza, o anche con una certa dose di spregiudicata inaccortezza, può alle volte esser utile e necessario, ai piccoli apprendisti, lasciarsi travolgere e avvolgere, prima di girar pagina e andare incontro al finale della storia e al ritorno delle cose al loro posto.

Il libro, oltre a divertire, è un ottimo strumento didattico per imparare il tedesco; le ultime pagine, raccolte in una sezione chiamata Il mio quaderno magico, racchiudono giochi ed esercizi che aiutano a imparare la lingua divertendosi, sempre accompagnati dalle illustrazioni di Negrin. Il Goethe-Institut e Donzelli editore hanno in programma una serie di manifestazioni sull'Apprendista stregone.


Segnaliamo  e riportiamo qui lo splendido audiolibro dell'apprendista stregone registrato per il Goethe-Institut, nella versione tedesca da Sven Riemann, e in italiano dalla bella voce della nostra Cora Presezzi. La produzione italiana è di Marco Casu, che ha anche prestato la voce allo stregone.
Una raffinata operazione che  porta alla superficie un ulteriore livello del testo, mettendo l'accento sulla musicalità, le rime, l'intensità e la caratterizzazione dei personaggi. 
Qui il link dell'audiolibro nelle due versioni, tedesca e italiana. Buon ascolto!


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